Il formaggio
vicentino non
é solo di montagna: anche in pianura,
quella lussureggiante, che lambisce i Colli Berici,
si producono ottimi formaggi.
Questo territorio era anticamente attraversato da
vie di transumanza che portavano le greggi sull'Altopiano
di Asiago.
E appartiene alla storia e alla tradizione di questi
luoghi il termine “pecorin”,
che stava a indicare il formaggio piccante, fatto
però con latte
vaccino.
É una terra, quella di Vicenza,
autosufficiente per tutti i tipi di formaggio.
Non bisogna infatti dimenticare che oltre ai formaggi
di nicchia e di montagna, a Ponte di Barbarano
si produce un ottimo Grana
Padano dop. La provincia di Vicenza,
inoltre, rientra nella zona di produzione del Provolone
Valpadana dop, ma voglio soprattutto ricordare
anche produzioni come la Tosella,
da cucinare sulla griglia, il
formaggio a latte crudo di
Posina, la fioretta (i primi fiocchi, cioè,
che affiorano dal siero in ebollizione, nella preparazione
della ricotta), il cacio capra,
la Caciotta di Asiago, e ancora il Pecorino dei Berici,
il Fontan, il Boscaiolo, la Padanella, la Montanella
dei Berici (prodotto in un'azienda agrituristica
di Monte di Nanto) e altri ancora.
Come ogni prodotto vicentino, il formaggio ha una
sua tradizione e una lunga storia. Storia che rimanda
naturalmente alle vacche, produttrici del latte necessario
alla creazione dei latticini.
« I proverbi sono la saggezza dei popoli»,
hanno detto. Così noi consideriamo sacrosanto
il detto: la boca no xè straca se no la sa
de vaca (la bocca non è stanca se non sa di
vacca).
In tal modo releghiamo il formaggio alla fine del
pasto quando, in realtà, sempre più
il formaggio sta
divenendo un vero e proprio secondo piatto.
Eppure non è da molto tempo che il formaggio
è uscito dal suo ruolo di gregario nella storia
della gastronomia e solo da poco è riuscito
a essere protagonista del pranzo. continua
si ringrazia per
i testi e foto: TerraFerma - Regione Veneto terraferma@mclink.it
adattati da FL Internet
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