L'odierna
produzione
artigianale ne propone il salame
tradizionale
con e senza l'aglio,
che tra l'altro ha la particolarità di accellerare
la maturazione.
II salame, salado in dialetto, é l'insaccato
per antonomasia e rappresenta la parte preponderante
della trasformazione salumiera.
Nella tradizione vicentina,
caso più unico che raro, è complementare
alla sopressa
:
l’impasto è sostanzialmente lo stesso,
come le aggiunte aromatiche, cambia la pezzatura,
più piccola, per il consumo dei primi mesi,
fino a quando, tra estate e autunno, subentra la compagna.
L’ origine dei salumi
vicentini sta
tutta in un glorioso animale, l’animale agreste
per eccellenza: il maiale.
È una bestia che ha un passato glorioso.
II calendario della buona
tavola vicentina
vuole «salado so le bronse» per il giovedì
grasso, a testimonianza del suo esordio stagionale
come pure della consuetudine di consumarlo scaldato
in graticola raccogliendo con polenta fresca o abbrustolita
il grasso colato sul piatto.
continua
Si ringrazia per
i testi e foto: TerraFerma - Regione Veneto terraferma@mclink.it
adattati da FL Internet
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